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04/11/2010
Una gara prestigiosa

Il weekend del 28-31 ottobre scorso, a Sharm el Sheikh, in Egitto, si è corso il terzo e ultimo appuntamento della WSK World Series. Chiesa Corse è presente all’evento con Nyck De Vries, il pilota olandese che, prima di questa prova, si trova in testa alla classifica generale. Dino Chiesa, il Team Manager, presenta così questa due giorni: “Siamo arrivati in Egitto per correre una gara al limite: difficile e complessa come tutte le prime volte che si va in una pista e in un continente nuovi. Però lo abbiamo fatto per il prestigio della gara e del campionato WSK che da sempre assicura un grande spettacolo e un alto livello organizzativo e competitivo”.
Protagonisti in pista
Nyck De Vries, sin dalle qualifiche, dimostra le
sue intenzioni ed è subito il più veloce di tutti.
Anche nelle manche parte bene: nella prima
raccoglie un 1° posto con anche miglior giro in
pista, poi, però, ha qualche problema nelle altre
due manche: nella seconda un contatto con un
avversario lo “costringe” al 9° posto, mentre nella
terza la rottura della candela non gli permette di
gareggiare. In prefinale parte 8° e, con tanto di
miglior giro in pista, sale fino al 4° posto.
In finale, durante le procedure di partenza, un
problema tecnico costringe De Vries a fermarsi in
griglia insieme ad altri due piloti. La gara viene
prima interrotta e poi fatta ripartire con anche
i tre piloti che si erano fermati. Il pilota Chiesa
Corse fa una grande rimonta, aggancia il treno
dei primi, e poi oscilla per gran parte del tempo
tra la 2ª e la 4ª posizione fra sorpassi e sfide
dirette con il suo avversario di campionato. Sfide
dalle quali esce vincitore, chiudendo la gara al
2° posto (l’avversario diretto, Armand Convers, è
4°) e conquistando, in pista, la World Series.
Appena conclusa la gara, però, De Vries viene
escluso perché non è riuscito a schierarsi in pista
nel momento in cui viene sventolata la bandiera
verde che dà il segnale di ripartenza della gara.
Risultato? De Vries, squalificato, raccoglie zero
punti in finale e scende al 2° posto nella classifica
generale, perdendo così il titolo della WSK World
Series 2010.
Questioni di buon senso
Dino Chiesa ci tiene a commentare questo
“particolare” weekend di gare: “Secondo
me, nell’arco di questo concitato 3° Round
della WSK World Series, è mancato
un po’ di buonsenso. Il primo a usare il
buonsenso dovevo essere io. Chiedo scusa
perché nei momenti pre-gara ho ragionato
e mi sono comportato da tifoso prima
che da Team Manager. Non ho tenuto un
comportamento corretto ed è giusto che
io paghi. Nell’invocare la sospensione
della procedura di partenza mi sono
comportato in modo irrispettoso. Non cerco
giustificazioni, ma voglio solamente dire che
questo mio atteggiamento è stato dettato dal
fatto che per noi il titolo World Series della
WSK aveva un valore importantissimo e
assolutamente particolare, come tutte le gare
WSK alle quali abbiamo partecipato. Forse
anche un po’ di più”.
Poi aggiunge: “Oltre che da me stesso,
però, mi aspettavo maggiore buonsenso
anche dalla Direzione Gara. Tenendo conto
che probabilmente ha vinto il regolamento
applicato alla lettera, domenica a Sharm
el Sheikh ha perso lo sport. Vero è che
nulla obbligava la gara a fermarsi. Però,
onestamente, all’ultima gara di campionato,
perdere ancora prima del via uno dei due
protagonisti del campionato e non fare
assolutamente nulla per far sì che la vittoria
del titolo avvenga in pista attraverso una
bella gara come quella che abbiamo visto,
non mi sembra una grande vittoria per lo
sport.
Inoltre è stato davvero brutto vedere
Nyck De Vries correre per tutta la gara,
vincere il campionato (in pista!) in maniera
assolutamente corretta, e
poi vederlo squalificare
per un’imprecisione nella
procedura di partenza
(per altro commessa anche
da altri due piloti, però
non sanzionati): non una
sanzione durante la gara,
non un avvertimento. Solo
alla fine si è deciso di
escluderlo. Tutto questo,
da sportivo, mi è sembrato
ingiusto e mi ha amareggiato
moltissimo. Credo sia stata
questa la molla che ha fatto
scatenare il mio sfogo del
quale ancora mi scuso con
i diretti interessati e con gli
appassionati di karting
in generale”.
