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07/11/2011
Chiesa Corse: tanta esperienza in vista del 2012

A Ortona, in Italia, la WSK Final Cup. Tre i piloti Chiesa Corse presenti
LANCE STROLL – KF3
Nelle qualifiche ha qualche problema ed
è costretto a inseguire nelle manche. In
prefinale parte 23° e, mentre è in rimonta, è
costretto a lasciare a causa di un incidente.
Tutto da ricominciare ma in finale, a suon
di sorpassi e giri veloci, il pilota canadese
risale fino al 15° posto.
Il commento di Dino Chiesa
“È andato bene perché è difficile partire dal
fondo e arrivare tra i primi. Potevamo fare
meglio, ma nelle gare secche è così: si vince
e si perde”.
MATTHEW GRAHAM – KF3
Non disputa le qualifiche per un problema al
carburatore, ma nelle manche è super: nella
prima nonostante un contatto chiude 13°,
poi 11° e 6°. In prefinale è 17° e si rende
protagonista di una rimonta incredibile: è 4°.
In finale conferma la velocità, facendo anche
segnare il miglior giro assoluto: peccato che,
pur trovandosi anche in testa alla gara, un
contatto lo abbia fatto retrocedere fino all’8°
posto che lui, negli ultimi giri, ha trasformato
in 5° posto (a un passo dal quartetto di
testa). Con qualche giro in più…
Il commento di Dino Chiesa
“Qualche vicissitudine non gli ha permesso
di vincere. Ma era uno dei più veloci, se non
il più veloce, in pista. Potrà far bene in KF2
nel 2012”.
MAX DEFOURNY – KF3
Nelle manche raccoglie dei buoni
piazzamenti (9°, 13°, 14°) che gli
permettono la qualificazione alle finali. In
prefinale lotta in mezzo al gruppo e chiude
23° nonostante qualche contatto, mentre un
incidente lo mette KO in finale.
Il commento di Dino Chiesa
“Non è stata la sua miglior gara. Per tutti la
pista è stata davvero difficile da interpretare
e lui ha pagato la sua giovane età. Poi,
come spesso capita, qualche incidente e
contatto condizionano le gare e i risultati.
Vediamo”.
Accolto il ricorso alla FIA per Nyck De Vries
La FIA ha accolto l’appello fatto da Chiesa Corse per Nyck De Vries. Meglio spiegare dall’inizio: in occasione della terza tappa del Mondiale CIK-FIA che si è corso lo scorso 3-4 settembre, a Genk in Belgio, in finale 2 Nyck De Vries, poi vincitore della gara, e Flavio Camponeschi sono stati protagonisti di un contatto di gara: in un primo momento il contatto aveva causato la squalifica al pilota olandese della Chiesa Corse. Il team, sicuro dell’innocenza del ragazzo, ha però fatto appello alla FIA. Ricorso che è stato accolto: “Ha vinto lo sport”, dice Dino Chiesa, che aggiunge: “Guardo il bicchiere mezzo pieno: se non ci fosse stato l’appello, oggi ci troveremmo con una squalifica immeritata. Però non trovo giusto l’essere costretti a fare appello per far sì che venga fuori la verità. Anche perché abbiamo scoperto sulla nostra pelle cosa significa fare un ricorso: costi ingenti, la presentazione delle memorie (150 pagine) in 10 copie in francese e in 10 in inglese, i soldi per un avvocato e la grande quantità di tempo da dedicare a tutta la questione. Forse bastava solo un pizzico di buon senso in più fin dall’inizio”. Per De Vries non c’è più la squalifica, ma solo una penalizzazione di 10 secondi che gli permette di consolidare la testa della classifica a punti, in vista dell’ultimo appuntamento che si correrà a Suzuka il 13 novembre prossimo.
