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11/08/2010
Chiesa Corse vince ancora in WSK

La seconda tappa della WSK World Series 2010 si corre sull’International Circuit of Millville, in USA. Quattro i piloti Chiesa Corse
NYCK DE VRIES - SUPER KF
Il pilota olandese domina la corsa anche negli
States. Esclusion fatta per la qualifica (2°), De
Vries ha fatto il miglior giro in pista ogni volta
che è salito sul kart. Nelle manche è 2°, poi
due volte 1°. Un problema di carburazione
alla partenza della prefinale lo costringe al
4° posto, ma in finale recupera terreno e va
a vincere dimostrandosi il più veloce. A una
gara dalla fine, ha 5 punti di vantaggio sul
secondo.
Il commento di Dino Chiesa
“Il rischio è ripetersi. Dico solo che mi ha fatto
piacere ricevere i complimenti da un grande
avversario come Olivier Marechal: ha detto
che, per quanto loro stiano lavorando sodo,
alla fine Nyck è un avversario davvero duro
da battere. Senza inventarsi, come fanno altri,
storie di fantasmi o presunte irregolarità”.
RICKY - SUPER KF
Davvero costante per tutto il weekend. Dal 14°
posto delle qualifiche al 13° nella finale.
Il commento di Dino Chiesa
“Ha fatto quello che doveva fare.
Aiutato sicuramente dal fatto che la pista era
nuova per tutti, e non solo per lui, e dal fatto
che l’ultima gara disputata non è stata tanto
tempo fa, ed era quindi più allenato del solito.
Bene”.
OLIVER ROWLAND - KZ2
All’esordio di categoria nella WSK World
Series, fa delle ottime qualifiche (8°) e in
due manche (5° e 9°): nella terza, però, è
sfortunato e rompe il motore (16°).
In entrambe le finali è 8° e raccoglie
i primi punti.
Il commento di Dino Chiesa
“Per noi, come per lui, è una categoria nuova.
Dobbiamo migliorare. È sempre stato veloce,
ma ora ha la mente più libera e nessun problema con il peso: in KZ può tornare il
Rowland che ci si aspetta”.
LUCA GHIOTTO - KF2
Nelle qualifiche è 16° ma non riesce a
migliorarsi nelle manche. Va fuori in tutte e
due le finali, forse cercando troppo il limite in
entrambi i casi.
Il commento di Dino Chiesa
“Fa fatica. La cosa che ci lascia perplessi è
come il mercoledì e giovedì, senza i tempi
ufficiali, vada benissimo e poi, andando
avanti, perda prestazioni. Penso che il
problema sia di tipo caratteriale: sente troppo
la gara. Ha poca esperienza, deve crescere”.

Un telaio in evoluzione
Chiunque è portato a pensare che, se un’azienda non fa una nuova omologa di telaio, questa non cambi molto. La Chiesa Corse ha omologato il suo ultimo telaio Zanardi nel 2005, saltando la fiche di omologazione del 2008: ma questo modello si è fortemente evoluto negli anni. Come? La modifica più evidente è la curva del telaio che è stata portata 10-15 cm avanti, con la conseguenza di avere, in quel punto, delle curve più morbide: “Nessun telaio, ad oggi, ha una conformazione del genere. Questa soluzione ci ha portato ad avere più grip sull’anteriore e sul posteriore”, dice Dino Chiesa. Ci sono state, poi, una serie di evoluzioni anche per quanto riguarda gli accessori come, per esempio, l’inserimento di un sistema per cambiare il caster e il camber più velocemente e in maniera più precisa. Il risultato è un telaio performante in tutte le piste e in tutte le categorie.
